Come e dove allenarsi in maniera efficace con i consigli di Ivan Risti, triatleta professionista Aqua Sphere.

Cuore, muscoli, cervello. Ci vuole tutto questo e una gran quantità di motivazione per fare quello che fa un triatleta.

E Aqua Sphere lo sa bene. Sponsor della palestra Tri60, struttura con sede a Milano unica nel suo genere che consente di prepararsi per una gara di triathlon comodamente indoor. Recentemente abbiamo provato Tri60 insieme ai nostri Ivan Risti e Justine Elizabeth Mattera, showgirl statunitense naturalizzata italiana con un passato da nuotatrice agonista e che da qualche anno a questa parte si cimenta con impegno ed entusiasmo in uno degli sport più duri sulla piazza, il triathlon.

Tri60, nata nel 2018, è la nuova frontiera dell’allenamento per la triplice disciplina con soluzioni e macchinari specifici per tutti e tre gli sport. Per migliorare la tecnica natatoria e conseguentemente progredire nella frazione nuoto, in Tri60 è possibile allenarsi nelle Endless Pool. Queste piscine offrono le condizioni ideali per sviluppare una bracciata più veloce ed efficiente. Grazie ad un flusso di corrente contrario puoi nuotare come se fossi in acque libere, variando l’intensità in funzione della tua resistenza e velocità.

La grinta di Ivan Risti (Insta: @ivanristi) e Justine Mattera (Insta: @justineelizabethmattera)

Grazie ad uno specchio montato a fondo vasca, potrai inoltre vederti mentre nuoti, il che renderà le azioni correttive molto più immediate. Tri60 è inoltre attrezzata anche per riprese video e analisi individuali per aiutarti ad individuare il tipo di allenamento che meglio risponde ai tuoi obiettivi.

Abbiamo messo a dura prova la preparazione atletica di un gruppo di giornalisti appassionati di triathlon con una mini gara che ha coinvolto tutte e tre le discipline. Chi sono stati i migliori? Tra gli uomini Alberto Fumi, penna della Federazione Italiana Triathlon e de La Gazzetta dello Sport; tra le donne Caterina Vacchi, triatleta, freelance e blogger (Insta: @cate76).

Ma torniamo a noi. Dicevamo tre discipline: nuoto, bici e corsa. E quindi allenamenti tripli. Con una differenza di fondo: i triatleti considerano il triathlon uno sport unico e l’atleta lavora molto sul combinare i lavori in modo che non interferiscano tra loro. Così, nell’allenamento di un triatleta, ogni giornata può essere dedicata anche a più discipline, con un carico quotidiano di lavoro che deve tenere conto sia degli stimoli muscolari sia di quelli organici e mentali.

E la piscina è uno degli allenamenti più importanti, perché, se per la corsa e la bici, l’allenamento non varia rispetto alle situazioni della gara, al contrario, “Il nuoto nel triathlon necessita di maggiori adattamenti e versatilità rispetto a quello in vasca, perché sono numerose le variabili che si possono trovare sul campo gara che condizionano la prestazione, ed è meglio farsi trovare preparati”, spiega Ivan Risti, triatleta professionista Aqua Sphere. E anche perché l’attrezzatura nel nuoto è fondamentale: “Con una muta da triathlon il guadagno in secondi varia dai 3 ai 5 ogni 100 m per un buon nuotatore. E per un amatore di medio livello questo vantaggio in secondi è ancora superiore perché la muta compensa molto la scarsa capacità di galleggiamento in fase natatoria”.

Ecco i 5 elementi del nuoto su cui lavorare per l’allenamento nel triathlon secondo Ivan Risti.

1. Frequenza
In allenamento è necessario lavorare spesso su diverse frequenze di bracciata, inserire lavori con numero di bracciate nettamente superiore al proprio standard per creare adattamenti a frequenze più elevate. Questo perché, maggiore è il numero di bracciate, maggiore è la velocità media che si riesce a mantenere nel tempo. Questo rapporto migliora quando si nuota con la muta, in quanto il galleggiamento favorito dal neoprene permette al corpo di rimanere più alto sulla superficie dell’acqua ed una maggior frequenza si tramuta in maggiore velocità.

2. Forza
Le condizioni in cui si nuota non sono sempre ottimali: correnti, vento, onde, freddo e in generale condizioni climatiche avverse. Ecco perché avere una buona dose di forza permette di supplire al minore scivolamento del corpo in acqua dovuto alle correnti, onde e altre variabili che incorrono in acque libere. Per questo durante l’allenamento in piscina è utile lavorare variando il work-out utilizzando attrezzi utili a migliorare la forza specifica: laccio alle caviglie, palette, pinnette sono alcuni esempi di attrezzi che aiutano.

3. Simulazioni
Nel triathlon ci si allena quasi sempre in piscina, ed è utile riuscire a simulare le condizioni diverse che si possono riscontrare in gara o comunque creare difficoltà che permettano un migliore adattamento in gara. Per esempio, fare esercizi di nuotata continua ma inserendo variabili come il cambio di corsia ad ogni vasca, inversione di marcia a metà vasca, uscita dall’acqua e rientro a fine vasca. Tutti esercizi che creano importanti “interruzioni” alla routine di nuotata e generano adattamenti alle specifiche condizioni di gara.

4. Scelta dei materiali
E’ fondamentale anche nel nuoto poter scegliere i materiali più adatti alle proprie caratteristiche. Occhialini e muta sono gli “attrezzi” indispensabili per un triatleta. Un buon nuotatore sceglierà una muta che garantisca maggiore libertà di movimento in zona spalle e braccia, anche a discapito della galleggiabilità. Al contrario, chi è meno abile in acqua preferisce avere più galleggiamento anche se si sente più “costretto” nella muta. L’occhialino deve garantire visibilità massima, anche lateralmente, ed essere confortevole sul viso. È inoltre molto importante avere sempre a disposizione almeno due diversi tipi di lente, una più chiara e una più scura (o specchiata o polarizzata) per far fronte alle diverse condizioni di luce che si possono trovare in gara, quando si nuota all’aria aperta.

5. Sensibilità e tecnica
Sensibilità e tecnica sono aspetti difficili da sviluppare, soprattutto in età adulta, ma decisamente rilevanti nell’avere confidenza con l’elemento acqua, per nuotare meglio e con maggiore efficacia. Per questo è necessario farsi seguire da un preparatore, almeno nella fase iniziale, per correggere subito eventuali imperfezioni tecniche che potrebbero ostacolare la prestazione. Importante è quindi dedicare un allenamento a sensibilità e tecnica per concentrarsi sulla qualità piuttosto che pensare – inizialmente – a macinare km su km.